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Nuova vita al Petruzzelli
11/01/2010

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E’ iniziato il conto alla rovescia per aprire nuovamente il sipario del Teatro Petruzzelli, quarto teatro italiano per dimensioni ed il più grande contenitore culturale della città di Bari, nel cuore del centro storico. Il politeama rosso e bianco di fama internazionale, costruito tra il 1898 e il 1903, che ha ospitato nomi eccellenti come Von Karajan, Pavarotti, Nureyev, Liz Taylor, De Filippo, Riccardo Muti e Zeffirelli, torna a rivivere ed a regalare emozioni, dopo quasi venti anni dal rogo che lo distrusse quasi completamente nella notte del 27 ottobre 1991. La riapertura è fissata per marzo e sarà la festa di tutta la città, perché il Petruzzelli è un bene della collettività, prima ancora che un luogo di culto artistico.

Tecnici ed operai che lavorano nel cantiere sono ormai alle fasi di collaudo. Un restyling storico-tecnologico eseguito minuziosamente, in cui sono stati utilizzati materiali ricercati che non ne hanno mutato, però, il suo originario aspetto estetico. Tutto è stato riprodotto fedelmente. Stucchi, fregi, lampade e arredi sono stati clonati verosimilmente, sulla base del repertorio iconografico a disposizione; persino l’arcone del boccascena ed il frontone del palcoscenico hanno mantenuto integrale la loro forma primaria.

La ricostruzione è servita, inoltre, per dare una struttura più solida all’impianto decorativo. Molti elementi che erano in cartapesta - greche, cornici, puttini e cariatidi - e che nel 1991 finirono per alimentare il rogo, sono di un gesso particolare, leggero e ignifugo, mentre le balaustre sono di cemento rivestito (anziché di legno). Nuove poltrone, meno ingombranti, permetteranno inoltre, di avere 70 spettatori in più nella platea, portando il totale dei posti a 1.500. Difficile da rifare invece, il sipario originale, quello dipinto di allegorie e mitologia barese e gli affreschi della cupola, eseguiti da Raffaele Armenise col racconto, in un bucolico liberty pugliese, dello sbarco veneziano per liberare la città dall’assedio dei Saraceni. Non potendoli purtroppo riprodurre, si è pensato di ricorrere ad uno stratagemma tecnologico che permetterà di video-proiettare sulla volta, lasciata in semplice bianco intarsiato d’oro, le immagini autentiche degli affreschi. Una sorta di memoriale virtuale dell’originale soffitto crollato durante l’incendio, che distrusse completamente la sala a ferro di cavallo e parte del palco. Il nuovo palco sarà, invece, più grande e renderà possibile l’impiego di macchine sceniche anche molto complesse, mentre anche la facciata rimarrà nelle tradizionali nuance rosso porpora e bianco, i colori dello stemma cittadino.

Ancora qualche piccolo ritocco ed il “Petruzzelli 2009” dal cuore tecnologicamente moderno e dall’involucro intatto di segni della tradizione sarà finalmente pronto per ritornare ad essere quel palcoscenico magico di un tempo. La città più orientale d’Italia, porta del Levante potrà aprirsi ancora ad artisti di tutto il mondo.

Le nuove poltrone, meno ingombranti, permetteranno di avere 70 spettatori in più nella platea, portando il totale dei posti a 1.500

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