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DIETA MEDITERRANEA "PATRIMONIO DELL'UNESCO"
16/11/2010

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Alla stregua dei Trulli di Alberobello o del Colosseo e di altri monumenti da salvaguardare e tutelare per il bene dell'umanità, anche pasta e pomodoro con un'immancabile bicchiere di vino rosso, saranno  inseriti tra i patrimoni dell'Unesco.

Sono passati quasi due anni da quel  lontano  settembre del 2008 quando l'Italia su iniziativa del Governo Spagnolo di Zapatero,  presentò all'UNESCO una nuova candidatura da inserire nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità:  la "Dieta Mediterranea".

In questi giorni dal 14 al 19 novembre durante un meeting internazionale che si svolgerà a Nairobi in Kenya, la delegazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali  dell'Onu deciderà se includere o meno la Dieta mediterranea tra gli elementi considerati Patrimonio unico al mondo.

Per l' Italia, Paese simbolo della dieta mediterranea, dove la stessa fu codificata grazie al medico ligure Piroddi e di seguito allo studioso americano Ancel Keys, è un'opportunità imperdibile di promozione non solo dei propri cibi ma più in generale del modo di vivere e di alimentarsi. Non pensiamo solo al ritorno d'immagine che possono avere tutti i prodotti del nostro comparto agroalimentare d'eccellenza ma anche e soprattutto a quello che significa in termini d'immagine per un turismo enogastronomico che in Italia attualmente vive fortunatamente un periodo florido.

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