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12/05/2011
FRUTTA NELLE SCUOLE
24/02/2011
DIETA MEDITERRANEA "PATRIMONIO DELL'UNESCO"
16/11/2010
Le origini delle Tremiti sono avvolte nella leggenda: si narra che l’eroe omerico Diomede (re della città di Argo, il compagno di Ulisse, comandante della pattuglia di guerrieri che si nascose dentro la pancia del cavallo che segnò la fine di Troia), ritornato in patria dopo la guerra e scoperta la congiura omicida ordita contro di lui dalla moglie Egialea e dal suo amante, avrebbe ripreso il mare per fermarsi, dopo lungo peregrinare, sulle coste del Gargano dove sposò la figlia del re Dauno. Qui si accinse a segnare i confini della Daunia, il suo nuovo regno, servendosi delle pietre portate dalla patria. Dal carico rimasero inutilizzati tre grandi massi che Diomede, pieno d’ira, gettò in mare e questi emergendo dall’acqua, diedero appunto origine all’isola di San Domino, San Nicola e Capraia. Si narra ancora che Diomede morì durante un duello e che Venere (la dea che aveva ispirato l’infedeltà di Egialea per vendicarsi della sconfitta di Troia) trasformò i compagni di avventura di Diomede in uccelli – detti Berte o Diomedee - destinati a piangere in eterno l’amico perduto e a vegliarne la sua tomba che pare fosse proprio a San Nicola. Questi uccelli, dal piumaggio scuro sul dorso e bianco sul ventre, ancora oggi nidificano nei profondi crepacci della scogliera ed intonano i loro canti d’amore simili ad un vagito di bambino. Canti che pare si possano udire solo nelle notti di luna piena. Oggi, cinque sono le isole che compongono l’arcipelago delle Tremiti (un tempo rifugio di pirati e corsari saraceni e dalmati, poi, nel ‘700, colonia penale borbonica) situate a 12 miglia a Nord della costa del Gargano e a 25 miglia da Termoli: San Domino, quella più grande e turistica, priva di acque sorgive; San Nicola, la più ricca di storia e cultura, oltre che centro amministrativo. E ancora Capraia, situata a Nord dell’isola di San Nicola che rivela il suo fascino già quando la si guarda da lontano con il suo profilo elegante e per l’ampia gamma di colori che regala alla vista. Cretaccio, invece, è un isolotto di colore giallastro per la natura argillosa del suo terreno, a forma di mezza luna, praticamente brullo, che gli agenti atmosferici stanno erodendo. Mese dopo mese cambia forma, si arrotonda, diventa più piccola. Infine Pianosa, la più lontana, a circa 20 km a nord est, anch’essa disabitata, con una superficie di 11 ettari, dove vi è proibita ogni forma di accesso.
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