HISTORY & PEOPLE
IL BISCOTTO DI CEGLIE MESSAPICA PREMIATO AL SALONE DEL GUSTO
29/10/2010
Venerdì 30 Aprile 2010 nascono i Week end del Gusto di Buona Puglia, Gusto da visitare.
29/04/2010
Biografia di Marisa Laurito
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11/01/2010
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Le ricette del grande sud
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Un buon vino deve essere curato con amore e passione nel pieno rispetto delle leggi della natura. Un vino può dare molto ma richiede dedizione. Quindi soprattutto l’attenzione alla produzione. La tutela e valorizzazione di vitigni autoctoni armoniosamente affiancati alla col- tivazione di uve di fama internazionale. A ciò si aggiungono cantine attrezzate e mani sapienti ed esperte che si occupano di seguire le varie fasi della lavorazione. Quale il prodotto di punta dell’azienda Leone De Castris? Senza dubbio il Five Roses, il prodotto più conosciuto dell’azienda ed il primo vino rosato ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia e da subito esportato negli Stati Uniti. Novanta per cento di Negroamaro,dieci per cento di Malvasia Nera. Nel nome l’eco di una contrada nel feudo di Salice Salentino, “Cinque Rose” appunto, ma anche quella tradizione quasi leggenda legata al fatto che per intere generazioni ogni Leone de Castris ha avuto cinque figli. Fu sul finire della seconda guerra mondiale che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano sì, ma dal nome rigorosamente americano. Così nacque il Five Roses. Il vino nella particolare versione del 60° Anniversario annata 2003 è stato premiato da Bibenda&Duemilavini A.I.S. con l’Oscar 2005, quale miglior vino rosato italiano; mentre la versione 63° Anniversario annata 2006 è stato premiato con le Tre Rose (equivalente ai Tre Bicchieri) dal Gambero Rosso. Quello “titolato”, rispetto al Five Roses tradizionale, è diverso sia per gusto che per posizionamento di mercato. Ha un ottanta per cento di negroamaro (a fronte del novanta che di solito lo contraddistingue) e venti per cento di malvasia (a fronte del dieci). Si tratta di un prodotto particolare, nato per festeggiare i 50 anni di vita (compiuti nel 1993), e quindi la scelta di utilizzare proprio per questo i vigneti più vecchi della tenuta. Cosa rappresenta per lei la buona tavola? Mangiare è un momento di convivialità. Un momento di dialogo davanti ad un buon bicchiere di vino. Il piacere dello stare insieme, un mezzo per conoscersi, un modo per trovare amici, un collegamento tra genti diverse. Oltre ad amare il buon vino che produce, come se la cava ai fornelli? Sono un pessimo cuoco, ma in compenso un amante della cucina tradizionale. Mi piacciono i piatti della nostra Regione. Quale tra le sue etichette regalerebbe per un’occasione importante? Scelgo un Donna Lisa Rosso, un riserva di Salice Salentino, affinato in barrique. Un vino intenso che nel nome porta il ricordo di mia nonna, ed ha un particolare profumo: le confetture di frutti rossi si mescolano con dolci note speziate. Un sapore asciutto, vellutato, morbido. Un dono speciale, quindi, destinato a chi ama il generoso gusto di un tempo. I momenti più belli legati alla produzione vinicola? Un tempo compagno di osteria, il vino diventa compagno di viaggio, ricerca. Per questo mi piacciono le giornate di “Cantine Aperte” in cui le cantine aprono le porte ai privati che si trasformano così in “enoturisti”. C’è il contatto diretto con il consumatore, ci si scambiano idee, suggerimenti, oltre il fatto che questo nuovo turismo alimenta le economie locali, contribuendo alla conservazione del paesaggio. A parte le giornate “storiche” facciamo sempre visite guidate dal lunedì al venerdì (basta prenotare con due giorni di anticipo scrivendo a comunicazione@leonedecastris.com). La nostra cantina è all’interno di un palazzo della metà del ‘600, dove tra antichi dipinti, arte e cultura, il visitatore può scoprire le magie dei nobili vini del Salento. Tra i consumatori abituali dei vini Leone De Castris ci sono anche personaggi famosi? Se ripenso al passato, mi viene in mente il mitico Anthony Quinn che non si faceva mai mancare qualche bottiglia di Five Roses. Tra i vip recenti, posso affermare che Raoul Bova è un estimatore dei nostri vini. Progetti per il futuro? Vogliamo creare un museo che racconti la storia aziendale. Come diceva Giuseppe Mazzini “Per arrivare ad intenderci non c’è via migliore di questa: cominciare a conoscerci…”. Ecco noi vogliamo che la gente possa apprezzarci dopo aver toccato con mano la nostra realtà. DOVE & COME LEONE DE CASTRIS Via Senatore de Castris, 50 - 73015 Salice Salentino Tel. +39.0832.731112/13 - www.leonedecastris.net
Il vino se lo sai ascoltare ti parla dei luoghi in cui nasce e degli uomini che l’hanno fatto in tre secoli, di quelli che continuano a farlo ogni anno; il vino diventa uno stile di vita. Non ha dubbi Piernicola Leone De Castris, cresciuto nell’azienda di famiglia - la Leone de Castris - a Salice Salentino. Anche oggi che la dirige (la produzione media annuale è di circa 2,5 milioni di bottiglie) non smette di dire che il “nettare di Bacco” per lui non è un business ma, prima di tutto, una passione, una fonte di conoscenza e un amore per il territorio. «Continuo a fare il vino dove sono nato e dove riesco a sentire tutto il retaggio delle mie origini». E intensa è la storia di questa vocazione trasmessa di generazione in generazione. «Sin da bambino giocavo tra le botti. Mi divertivo. Ed ora, a quarantasette anni, cerco di lavorare ancora “divertendomi” a produrre vini di qualità, distribuiti in ogni angolo del mondo.
Quali sono i segreti per ottenere un buon prodotto?
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