HISTORY & PEOPLE
IL BISCOTTO DI CEGLIE MESSAPICA PREMIATO AL SALONE DEL GUSTO
29/10/2010
Venerdì 30 Aprile 2010 nascono i Week end del Gusto di Buona Puglia, Gusto da visitare.
29/04/2010
Biografia di Marisa Laurito
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I piaceri della cucina mediterranea
11/01/2010
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Le ricette del grande sud
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Perché ha scelto proprio Cellino? Perché qui sono nato, questo è il mio posto dell’anima. Appena posso, lontano dai miei impegni professionali, mi rifugio qui. Mi basta ammirare gli olivi, fare una passeggiata nel bosco o tra i vigneti (un territorio di oltre 130 ettari, di cui 70 di terra coltivata prevalentemente a vigneti e uliveti e i rimanenti 60 sono una ricca area boschiva), per ritrovare la pace e la serenità. E qui ho voluto costruire il mio universo. Quando avevo 16 anni me ne andai di casa, abbandonai la vita dura da contadino, ma promisi a mio padre che sarei tornato e gli avrei regalato una bella cantina. Così ho fatto e il primo vino, del 1973, non poteva che chiamarsi come lui, ovvero “Don Carmelo”, un rosso da uve di vitigni autoctoni (successivamente affiancato dalla versione bianca a base di Chardonnay, entrambi con l’Igt, identificazione geografica territoriale). E’ un vino al quale sono molto affezionato, proprio perché mi ricorda i sacrifici che ho dovuto affrontare prima di riuscire a “strappare” un contratto ad una casa discografica e guadagnare. I primi soldi li inviai a mio padre perché potesse comprare un trattore. Quali sono i segreti per ottenere un buon vino? Un buon vino deve essere curato con amore e passione nel pieno rispetto delle leggi della natura. Quindi, prima di tutto, l’attenzione alla produzione. Le nostre uve sono raccolte e lavorate proprio nel preciso momento della loro maturazione e poi le stesse mani sapienti ed esperte si occupano di seguire le varie fasi della lavorazione, fino all’invecchiamento nelle botti di rovere. Considero la terra come una seconda madre e dobbiamo avere con lei lo stesso tipo di rispetto che si dà all’uomo. E siccome la prima cavia dei miei prodotti sono io stesso, non posso che fare vino e olio “sani”! Ci sono delle analogie tra le canzoni e il nettare di Bacco? Il vino ha molte analogie con la musica: è un segno d’artista, racconta storie. E’ capace di consolare, unire, rallegrare. Migliora gli umori e accende la fantasia. Porta in superficie un mondo segreto, spesso intimo. Vino e musica celebrano un matrimonio perfetto, un’efficace “liaison” alimentata dalla passione, che sarebbe riduttivo ricondurre al semplice business. Inoltre, la Tenuta non basta a sé stessa, tutto, per il momento, è finanziato dalla mia attività di cantante. Oltre al vino, ama anche la buona tavola? Mi piace mangiare e sono un ottimo cuoco. Mi diletto a preparare carne, pesce, con ricette elaborate ma anche un semplice piatto di pasta. Il mio preferito? Le orecchiette con le cime di rapa, un classico della nostra Puglia. Qual è la sua etichetta preferita? Sicuramente il “Platone”, ricco e concentrato mix di Primitivo e Negroamaro (ambedue al 50%), un rosso di grande corpo ed eleganza, invecchiato in barriques (tra l’altro il Platone 2005 è stato di recente premiato e inserito nel volume “Duemilavini” che raccoglie le migliori produzioni delle cantine italiane). Platone è stato il primo grande filosofo che scrisse di vino e furono gli antichi greci ad introdurre la vite in Puglia che allora era parte della Magna Grecia. Platone era solito dire che “ogni anno che conta non è un anno che passa”, a me piace affermare che “ogni vino che conta non è un vino che si dimentica”.
Ambasciatore della Puglia nel mondo. Un titolo meritato per Al Bano Carrisi che, forse più di qualsiasi altro personaggio popolare, ama la sua terra e non se ne è mai allontanato. Un titolo che il popolare cantante è ben orgoglioso “di portare”: con la sua musica ha contribuito a far conoscere la regione a livello internazionale. E, da alcuni anni, anche con i vini, prodotti nella sua città d’origine: Cellino San Marco, un piccolo centro rurale in provincia di Brindisi, nel cuore della penisola Salentina. Qui, insieme a suo fratello Franco, ha costruito un vero e proprio regno, dove, dalle grandi distese di vigneti coltivati a filari, si producono vini di qualità, che hanno vinto tra i più prestigiosi premi, a volte accompagnati da etichette evocative dei più grandi successi canori, da “Felicità” a “Nostalgia”. Un progetto di rilancio dell’economia del Salento che include, oltre all’azienda agricola e vinicola, un elegante villaggio turistico che Al Bano ha curato personalmente nei dettagli, spesso lavorando a fianco dei maestri artigiani (con oltre 50 camere e appartamenti e un buon ristorante “Don Carmelo” dove la tradizione gastronomica pugliese si sposa con la cucina cosmopolita) e la sua casa discografica.
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