HANDMADE
ESITO DEL CONVEGNO SUL NUOVO PRESIDIO DI PUGLIA
08/06/2010
IL BISCOTTO DI CEGLIE MESSAPICA - U PISCQUETT'L
02/06/2010
L'oro giallo lavorato a mano
11/01/2010
Il protagonista della tavola
11/01/2010
Degustazione e conservazione
11/01/2010
Le forme della pietra leccese Opere d'autore per l'artista poliedrico, Rocco Schifano
11/01/2010
L'artigiano del gusto. Un dolce Museo
11/01/2010
Al profumo di pane, Franco & Allegrini a Ceglie Messapica sforna la tradizione
11/01/2010
60 milioni di ulivi. Quasi uno per ogni italiano. E’ la cifra record del territorio pugliese, dove l’olivo, coltivato da almeno duemila anni, è il protagonista non solo delle colture ma anche della cultura popolare, artistica, letteraria. Tronchi contorti, nodosi e corrosi in forme bizzarre dal vento, bellissimi e monumentali nella forma, alti fino a 15 metri, ne raccontano la storia pluricentenaria che si intreccia con il lavoro di chi da anni produce e imbottiglia quest’oro giallo che scorre lungo “il tacco d’Italia”. Oggi questo prezioso prodotto delle aziende pugliesi è conosciuto in tutto il mondo: può capitare di trovarlo, in eleganti bottiglie, sulla tavola di hotel a sette stelle di Dubai piuttosto che nei gourmet shop di Montreal o nei raffinati department store di Tokyo. E ciascun olio ha una sua specifica identità. Come quello prodotto dal Frantolio di Pietro D’Amico, a Cisternino, nel cuore della Valle d’Itria. Un’attività in auge da ben tre generazioni (l’apertura risale al 1917) che produce un’extravergine di prima spremitura a freddo in macine a pietra, ottenuto da un’accurata selezione di olive sane raccolte completamente a mano (direttamente dalla pianta) da metà ottobre a metà dicembre. Olive che vengono macinate entro poche ore dalla raccolta, mantenendone così inalterati il colore, la fragranza, il profumo e le proprietà salutistiche. Da queste olive nasce “trisole”, buono e genuino, contraddistinto dal simbolo del “fiscolo”, un disco di paglia intrecciata a mano, che viene ancora usato in Puglia come filtro nella spremitura a freddo delle olive. I tradizionali frantoi, fino al XX sec., erano infatti costituiti da una vasca circolare nella quale venivano versate le olive e macinate da una a tre grosse ruote di pietra poste al centro della stessa vasca. La “pasta olearia” che veniva fuori dal movimento rotatorio delle olive era distribuita su dei fiscoli e condotta quindi al torchio. Insomma, una sorta di tributo alla storia contadina che continua ad ispirare “i frantoiani di Frantolio”. Per quanti vogliono conoscere le tradizioni storiche del territorio che accompagnano, dalla pianta alla tavola, questo frutto nobile della natura, vengono organizzati tour guidati nei “trappeti” (come da queste parti si chiamano i frantoi) lungo la filiera olearia, dalla trasformazione delle olive all’imbottigliamento, oltre ad apprendere le nozioni principali sulle caratteristiche olfatto-gustative e salutari. Alla visita ai reparti produttivi, inoltre, è abbinata la degustazione dell’olio extravergine TRISOLE (nella gamma completa “Agricoltura Biologica”, “Lacrima”, “Denocciolato”, “Sovrano” e “Aromatizzati”) con pane, frise, taralli, tutti prodotti tipici della Valle D’Itria. E poiché anche l’occhio vuole la sua parte, la degustazione si svolge all’interno degli antichi trulli del XVII secolo. Qui i sapori della gastronomia si fondono con la magia e il fascino del passato. DOVE & COME
IL FRANTOLIO di Pietro D’Amico
Contrada Tesoro, 25 - Cisternino (Br)
Tel. +39.080.4444671
www.ilfrantolio.it
![]()
Informazioni esclusive »
- informazioni turistiche
- dove dormire
- cosa vedere
- eventi
- enogastronomia da portare
- enogastromia da gustare
- artigianato
- tempo libero
- suggerimenti