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EDITORIALE

2010 ANNO INTERNAZIONALE DELLA BIODIVERSITA'
14/05/2010

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L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2010 Anno internazionale della biodiversità.
Non si tratta di un caso: le parti contraenti della Convenzione sulla biodiversità - fra cui la Svizzera - hanno deciso di puntare su obiettivi ambiziosi proprio per il 2010.Per celebrare l´Anno Internazionale della Biodiversità, l´Agenzia europea dell´ambiente (EEA) ha iniziato a pubblicare una serie di sintetiche valutazioni tematiche della biodiversità. I messaggi affronteranno un tema al mese fino alla decima riunione della Conferenza delle Parti (COP) alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (CBD) nel mese di ottobre.

Al vertice mondiale delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro del 1992, numerosi rappresentanti politici di rango hanno partecipato ad una conferenza sul tema ambiente e sviluppo. Uno dei trattati sottoscritti è stata la Convenzione sulla diversità biologica, il primo accordo globale per la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità. Nel corso di poco tempo l'accordo ha avuto un ampio consenso. Più di 150 governi hanno sottoscritto il documento direttamente sul posto; nel frattempo gli stati firmatari sono più di 180 paesi. La convenzione è entrata in vigore il 29 dicembre 1993.

I tre principali obiettivi della Convenzione sono:

• la conservazione della biodiversità;
• l'uso sostenibile degli elementi della biodiversità;
• la distribuzione equilibrata ed equa dei vantaggi e dei guadagni derivanti dall'uso delle risorse genetiche .

Vista la rapida estinzione di specie e la perdita di habitat, in occasione del vertice mondiale dedicato allo sviluppo sostenibile tenutosi nel 2002 a Johannesburg i paesi presenti si sono posti come obiettivo il sensibile rallentamento della perdita di biodiversità entro il 2010.
I paesi europei invece hanno fatto un passo in più, impegnandosi non solo a rallentare la perdita di biodiversità, ma anche a fermare interamente questo processo entro il 2010. L'iniziativa COUNTDOWN 2010 lanciata dall'Unione mondiale per la conservazione della natura, con la partecipazione di governi, amministrazioni ed autorità, ONG e privati vigila su questo impegno.

La biodiversità è ovunque. Nel carrello della spesa, in casa o in viaggio: una grossa parte delle risorse naturali e dell'energia che utilizziamo ci viene fornita dagli ecosistemi. E tutto ciò che facciamo ha delle conseguenze sulla biodiversità.
Se tutti gli esseri umani vivessero come uno svizzero medio, avremmo bisogno delle risorse naturali di 2,4 pianeti. Il consumo di risorse e quindi la nostra «impronta» ecologica dipendono fortunatamente dallo stile di vita che scegliamo. Chi, per esempio, ha elevate esigenze in fatto di mobilità richiederà infrastrutture più efficaci sul piano dei trasporti, che finiranno giocoforza per frammentare gli ecosistemi. Chi, invece, acquista al mercato locale generi alimentari prodotti in modo ecologico contribuisce nel suo piccolo a salvaguardare la diversità delle specie.
Ciascuno di noi può fare qualcosa per salvaguardare e favorire la biodiversità, per esempio...

...a tavola
• I metodi di coltivazione in armonia con la natura possono fare parzialmente o interamente a meno di pesticidi, proteggendo così il suolo e gli organismi che vi abitano.
• Acquistando varietà tradizionali di frutta, verdura e cereali si incoraggia la varietà genetica locale.
• ...

...a casa
• La presenza di microstrutture e la coltivazione di piante indigene in giardino o sul balcone accresce la diversità delle specie nell'ambiente urbano.
• Nidi artificiali, opportunamente installati, offrono protezione e possibilità di riproduzione ad api e uccelli.
• ...

...nel tempo libero
• Rispettando le zone di quiete si proteggono gli animali sensibili, tenendoli al riparo dai disturbi.
• I parchi giochi che inglobano elementi naturali consentono ai bambini di andare da soli alla scoperta della natura.
• ...

Sul sito "Convention on biological diversity" è possibile recuperare informazioni, dati, calendari delle manifestazioni, nonchè i materiali per aderire al progetto. 

fonte www.biodiversità2010.it

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